EXHIBITIONS


Un piede per terra

Bottega Bertaccini
Museo Carlo Zauli
Museo Diocesano di Faenza
Faenza

30 agosto 2025
5 ottobre 2025

Questo è un viaggio che va a ritroso nel tempo, alla ricerca di quel punto di contatto fra uomo e Natura dove ancora la Natura poneva all’uomo il limite ed era considerata nella sua deità. Oggi questo limite non è più percepito; si tratta di un grande rimosso collettivo, eppure più lo neghiamo più la Natura ci mostra il suo volto più arcigno, dispiegando tutta la sua potenza distruttiva. Un piede per Terra è un monito e un invito a ritrovare il nodo che ci lega, a ricomporre lo sguardo e metterci in relazione con il paesaggio, osservandolo per comprenderlo e rispettarlo.
La raccolta Fiori svela il paesaggio in una delicata e rarefatta composizione di elementi orografici trasmutati dal segno e dal colore del pastello su carta. In una lenta osservazione meditativa i calanchi riaffiorano dal bianco del foglio stagliandosi delicati. Sono appunti dinamici del taccuino di un flâneur che contempla estasiato i rapidi cambi di luce e di forme mescolandoli sul foglio come un bouquet colorato.
Questa esposizione disseminata di appunti sul paesaggio prosegue con una raccolta di elementi della Natura a creare un archivio vivente, una nuova narrazione dell’alterità che ci circonda. Terzo Paesaggio, ispirato al manifesto di Gilles Clément, nasce dal recupero di alcune zolle alluvionali. In rosso, esposto all’interno del Museo Diocesano, presenta una matericità tellurica in contrasto con l’originaria delicatezza friabile e caduca della zolla d’argilla che trasforma la materia da polverosa a grassa e lucida; l’argilla si fa carne e urlo eclatante.
Nella versione dei Bianchi di Faenza, Terzo Paesaggio si ritrasforma nella traccia di un’assenza, in quadro paesaggistico rarefatto, in orizzonte fantasmatico. Richiamandosi alla tradizione delle maioliche faentine e ai Bianchi di Zauli, Terzo Paesaggio attraversa qui una sorta di purificazione che permette di osservare in maniera più attenta le minute tracce lasciate da insetti e animali, crepe e fessure che sottendono al continuo passaggio di una biodiversità in evoluzione.
Sono come pensieri dal piede pesante, hanno il piede pesante anche se abitano il cielo, ultima opera emblematica dal titolo ispirato a una poesia di Emanuel Carnevali, rivela, posato a terra, un piede statuario, che nasconde una piccola Nuda Verità. All’acqua di quel pozzo vorremmo bere, smascherando la Menzogna che ancora scorrazza per il mondo con abiti rubati.
Elena Bellinetti

“La permanenza degli oggetti è cosa assurda, affatto incomprensibile, ingannevole, perfetta;
o permane, il paesaggio non muove morte, né vecchiezza
né tempo che si altera, non muove nulla, mai, in alcun luogo;
ma tu, tu che non più indugi nel limite dello spazio che a te assegnò il mio gesto, né io più, sottratto ogni movimento di me alla tua scienza, comprenderemo questa assurda
continuità di cose che creammo.”
— Giorgio Manganelli

Archivio e website realizzati grazie ai Fondi Europei della Regione Emilia-Romagna.

Il progetto “Studio Salvatori 4.0, bottega artigiana fautrice d’arte” è un progetto approvato dalla Regione Emilia-Romagna e finanziato con fondi europei, che ha permesso la costruzione di questo sito internet e la creazione di un archivio online delle opere di Andrea Salvatori, con la supervisione del Centro Studi Rossana Bossaglia dell’Università di Verona, nella figura del professor Luca Bocchicchio e con il supporto del MIC, Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza nella figura della sua direttrice, Claudia Casali.
L’archivio è stato realizzato da Camilla Pelliconi e permetterà all’artista di creare rete con gli altri enti che si occupano di ceramica.

Il progetto ha permesso inoltre la creazione di una zona espositiva all’interno del laboratorio artigiano, la realizzazione di un piazzale per la movimentazione delle opere e, con lo stesso scopo, l’acquisto di un muletto.


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