EXHIBITIONS


Terzo paesaggio

Raccolta Lercaro
Bologna

7 febbraio 2025
30 marzo 2025

Dodici zolle di paesaggio residuale testimoniano il passaggio silente e distruttivo dell’acqua alluvionale.
In un mondo dominato dalla hỳbris e dall’idea di un progresso tecnologico infinito, la zolla è linguaggio umile, narrazione quotidiana dello spezzarsi di un equilibrio millenario, ormai difficile da ricomporre.
Questa rossa strada frammentaria è il Terzo paesaggio, zona franca di confine in una cartografia sempre più dominata e segnata fisicamente dalle linee regolari, tracciate dall’urbanizzazione e dallo sfruttamento economico massiccio dei terreni.
Uno spazio marginale che riacquista importanza, in cui il passaggio della vita si mostra come spontanea creazione continua, spostamento e relazione. Ogni piccola impronta, ogni traccia ricostruisce una narrazione minima da contemplare.

La glassatura rossa fissa e congela l’istante, dando maggiore matericità e peso specifico all’opera, entrando in contrasto con l’originaria delicatezza friabile e caduca della zolla d’argilla e trasformando la materia da polverosa a grassa e lucida; l’argilla si fa carne e urlo eclatante.

Le cromie, dominate dai toni del rosso e del nero, ricordano la potenza tellurica, la bellezza terribile e affascinante degli ambienti vulcanici, che sempre di diritto entrano a far parte di quel terzo paesaggio a cui il passo umano solo timorosamente e incidentalmente si avvicina, senza poterlo dominare.

Come dodici guardiani silenti le zolle testimoniano dell’aspetto deinòs della natura; bellezza e terrore panico.

Un’alterità tutta da indagare, una terza via che ci è per ora estranea o che tentiamo di disconoscere, ma la cui potenza latente può sconvolgere in un solo attimo tutte le nostre vite.
Il Terzo paesaggio è un ponte da attraversare per comprendere dove siamo e dove stiamo andando e al contempo è segno tangibile della crepa da cui riemerge la nostra stessa tracotanza sotto forma di mostro.

Elena Bellinetti